Dopo una notte di autobus, mi sveglio, guardo fuori dal finestrino con gli occhi ancora un po’ impastati, tra il verde spuntano dei paletti bianchi: penso subito ad un cimitero islamico. E invece sono vigne quelle, siamo tornati in Italia. Questo “lapsus visivo” mi rende improvvisamente consapevole del fatto che un po’ di Bosnia è rimasta dentro di me. E mi spiace non essere sempre riuscita a raccontare come avrei voluto, spero che qualcosa sia arrivato anche a voi, perché, ora più di prima, sono convinta dell’importanza della memoria, della testimonianza, del cercare di imparare dalla storia. Perché sapete cosa ci hanno detto tanti bosniaci? “Pensavamo che a noi non sarebbe mai successo, ci consideravamo ormai un paese moderno, democratico. Vivevamo tutti insieme, e quando pochi esaltati hanno iniziato a blaterare sulla conservazione della propria lingua, dell’identità religiosa da preservare, del separare i bambini nelle scuole.. be’, abbiamo creduto, o lo abbiamo voluto credere, fossero solo i vaneggiamenti di un pazzo.” A voi ricorda niente?
……. un momento di riflessione…….. ma visto che non voglio salutarvi con questo “mood” triste, e che a stomaco pieno si pensa meglio: due parole sul CIBO. molto brevemente: se siete vegetariani, in Bosnia è dura. Iniziate dal bere: VODA acqua, ma soprattutto PIVO, birra. Il tea, sorprendentemente si dice CAJ, pronunciato chai.. come in india! (nota: se andate in un supermercato noterete molte scatole di infusi, ma sono soprattutto a base di frutta, fiori ed erbette. noi volevamo un tea nero, l’unica scatola di questo tipo, aveva uno strano disegno di omino e donnina che si tengono per mano + cuore… uhm… quando ci siamo fatte tradurre la scritta sulla confezione abbiamo scoperto che lo “spacciano” per bevande eccitante, che migliorerà le tue prestazioni e ti renderà più disponibile! eheh) Il piatto più diffuso sono i CEVAPI, gli spiedini/salsiccetta di carne (credo di bovino, perché la cameriera di Tuzla, o cui ho chiesto se fosse “muuuu muuuu”, “oink oink” o “beeeeeee beeeeeee”, mi ha rifatto il gesto delle corna sulla testa…), serviti anche con un pane tipo arabo/piadina; buono. Il SIR è il formaggio, quello più tipico, che pare una ricotta salata, è il “sir iz mijeha ili sir iz misine”.. mi pare significhi qualcosa tipo “formaggio nel sacco”. La PITA è una specie di pasta sfoglia con ripieno di verdure, formaggio, uovo.. quasi come una frittata. E poi il, uuhm, BUREK, la pasta sfoglia arrotolata a spirale ripiena di carne, o di formaggio.Buoni, pesantucci, ma buoni. Ho provato a fare questo per la festa… ho inventato e spero sia venuto dignitoso. (di certo meglio questo che fare un piatto tipico della clinica psichiatrica… oggi c’erano dei broccoli che, con una solo leggera passata di forchetta, si tramutavano in zuppa! quando si dice ben cotti… :P ) Ah, e poi c’è il KAFA, il caffè, in particolare il bosianska kafa è il caffè nero nerissimo denso, con dei fondi che se li rimescoli è la fine e bevi una palude. però in effetti ho capito il significato di “leggere i fondi di caffè”, sembra davvero terra bagnata un po’ sabbiosa quello che resta nella tazzina, e se lo giri si spalma viscoso sulle pareti della tazzina e crea… macchie di *Rorschach?* Ehi, a loro piace così… Per scoprire altre abitudini sono indicative alcune frasi che ho trovato sul dizionario di viaggio inviato dalla fondazione: “moram da odmorim pluca” = devo riposare i polmoni … che la sigaretta mica si fuma solo dopo il caffè. e “u italji se nepije ujutro rakija” = in italia non si beve grappa al mattino. O_o E poi ci sono i supermercati con le torte alte 12 centimetri, le bottiglie di plastica da 2 litri per la birra, kilometri di salsicce da austroungarici… altre cose che voi umani, ciao. ;). A dirla tutta, la cucina non è che sia proprio varia, gran grigliate di carne (meso) con pomodori (paradaiz) e insalitina di cavolo. Ma su una collina di Sarajevo, siamo stati in un posto davvero molto molto buono, in cui i soliti ingredienti erano combinati con gusto e creatività; si chiama Restoran Kibe, c’è anche il sito http://restorankibe.ba/ (con i nomi e la spiegazione di tutti i piatti)… forse è un posto un po’ fighetto, ma dal prezzo decisamente abbordabile… e dopo una settimana di cevapi ci vuole! (foto supermercato Vs piatti del ristorante figo) . .
E per salutarvi, chiamo COCCA. (foto) . . . un abbraccio a tutta la barca, e tutto l’equipaggio. GRAZIE per questa estate di navigazione in compagnia, a stasera! petra
