
Al cronista de “Il Fatto” che lo intervistava Luca Barbareschi ha confessato che i 23 mila euro (+ benefit) di stipendio lordo da deputato non gli sono sufficienti per arrivare alla quarta settimana. Effettivamente i tempi sono duri. La recessione picchia come un badile e la prospettiva di ritrovarsi Barbareschi sul tetto di Montecitorio a recitare lo statuto dei lavoratori spaventa non poco. Insomma, bisogna arrangiarsi. Più o meno come fanno la maggior parte degli italiani in tempo di crisi. Da qui, forse, l’esigenza di saltare” il 52,3 % delle sessioni parlamentari per poter integrare una busta paga tanto esangue con altri e più appaganti impegni professionali (come ricorda Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera). In più ci sono gli incarichi no profit. Tra gli altri vale la pena segnalare quelli conferitogli dal ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi :«Consigliere per lo studio e l’approfondimento delle possibili iniziative volte alla promozione ed alla valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico italiano nel territorio del Consiglio di Cooperazione per gli Stati Arabi del Golfo». In che cosa cazzo si traduca tale l’ampollosa formulazione non si sa. Immaginiamo trionfali sagre del culatello a Riad, corsi di pizzica per sceicchi amanti del Salento, bersaglieri in parata nel deserto saudita e un Pulcinella di 600 m a giganteggiare sul mare del Dubai. Roba grossa. E se è vero che sognare non costa nulla, sognare in grande richiede fondi, anche solo in spese di rappresentanza. Fondi come quelli che vengono negati alle scuole dove dovrebbe formarsi il patrimonio di cultura che il ministro Bondi è chiamato a gestire e che invece cadono a pezzi. Ma forse Barbareschi i suoi figli li manda alla scuola privata. E’ per questo che 23000 euro al mese non gli bastano. Por nani.
Por nani ,già.
Ci si deve buttare a volo d’angelo dal tetto!
Ma no dai ,propongo una colletta!