
in questo schifo di città in cui ogni giorno si vomitano rabbia e vendetta su ogni straniero beccato sul tram senza biglietto [cosa accade ormai ad ogni fermata, in una milano militarizzata come certi quartieri di mecsico siti], c’è una via di ottocentosedici metri. via solari
come si vede nella foto, per ognuno di quegli ottocentosedici metri la corsia di “marcia normale” è utilizzata come un parcheggio. la marcia normale avviene in mezzo, sulla corsia preferenziale. ma mica oggi, ieri, stamattina, da qualche giorno. accade da lustri
e da lustri in via solari, verso le cinquemmezzasei, si scatena un inferno. un inferno di lunghi tram immoti circondati da auto paralizzate in attesa di compiere la svolta vietata a sinistra poco più in là, in piazza napoli. a quell’ora via solari in auto si percorre in mezz’ora, quaranta minuti. che per ottocentosedici metri non è male
l’invito, se mai vi capitasse, è quello di andare a vedere quel che accade nei giorni in cui la polizia locale s’avventura ad elevare qualche sacrosanta contravvenzione. le persone si riversano in strada, dandosi la voce di telefonino in telefonino. escono da ogni portone in scene degne dei manzoniani scazzi del pane. e mulinando armi improprie e gergo da degenerati spiegano con la bava alla bocca ai vigili di levarsi dai coglioni. compatti, in piazza, a tutelare il proprio diritto all’occupazione abusiva di suolo pubblico
forse sono distratto, ma non ricordo campagne di stampa contro tali barbari. forse è che nella fighetta via solari, non si contano cinesi…
piesse/01. un annetto fa avevamo mandato disma ad intervistare la “presidente di via solari”. qui la surreale esperienza.
piesse/02. ma a proposito di quelli che non pagano il biglietto. invece che mandare in giro squadroni di controllori a tre a tre praticamente ad ogni fermata del tram, non sarebbe più semplice reintrodurre il bigliettaio come in ogni posto del mondo? sale solo chi paga e ci si libera da questi metodi da polizia di frontiera a base di controlli di documenti e deportazioni quotidiane. o è proprio il metodo, quello che piace?
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