contro il kebab!

non a milano, ma a brescia.

come commenta un nostro ascoltatore via mail
“Sennò possiamo anche fare una legge che se uno è negro va in galera…”

quando li conosci non li eviti

Venerdì 7 novembre 2008, ore 20.45 – Auditorium P. Maggioni 
Via Don Milani, 6 – Cernusco sul Naviglio
info: cachoeiradepedras.blogspot.combisullo@yahoo.it

telefono casa

La Corte Costituzionale ha bocciato la legge lombarda sui phone center. Dando ragione ai pochi che si erano battuti perché venisse cancellata.

Oggi a Mentelocale, Disma Pestalozza si è fatto raccontare le storie di chi quella normativa la ha subita per diciotto mesi.

MILANO; LEZIONE ALL’APERTO IN MEMORIA ‘ABBÀ

(ANSA) – MILANO, 27 OTT – Lezione universitaria all’aperto in corso Vittorio Emanuele II a Milano: organizzata dagli studenti di Scienze politiche della Statale, ha per tema il ‘Meticciato Metropolitanò. La lezione è tenuta dal ricercatore Gigi Roggero, dell’università di Bologna, ed è dedicata al ricordo di Abdoul ‘Abbà Guiebre, il giovane di colore assassinato nel capoluogo lombardo lo scorso 14 settembre. «Sono un ricercatore precario che si sta mobilitando contro questa riforma – spiega Roggero -. La mia lezione verte sui temi dell’immigrazione perchè è importante ragionare sulla composizione ibrida del tessuto metropolitano, per prevenire nuove forme di razzismo di cui la vicenda di Abba – conclude – è esemplificativa». Una settantina gli studenti che si sono ritrovati per seguire la lezione allo storico punto di ritrovo giovanile del Corso, ‘il murettò, frequentato anche da Abdoul. I partecipanti sono arrivati in corteo (non autorizzato) dalla vicina sede della facoltà di Scienze politiche in via del Conservatorio, senza creare grossi disagi, visto il breve tragitto, al traffico del centro cittadino.

[...] invece gli immigrati si

da Rossella 

La scorsa settimana sedevo in una pizzeria per un pranzo di lavoro. Si parlava di cani ed una collega se ne è uscita con la seguente: <non capisco perché in molti locali i cani non possono entrare quando invece gli immigrati si>.

Negli ultimi mesi mi è spesso capitato di sentire cose del genere, è come se adesso un tot di persone considerassero lecito esprimere considerazioni del genere. Come se adesso – confortati forse dai risultati elettorali o dal clima – potessero uscire allo scoperto. Una sorta di liberatoria al pensiero razzista. Allora si, il clima mi pare cambiato perché adesso le affermazioni razziste escono allo scoperto. Queste persone prima la pensavano nello stesso modo, solo che adesso lo dicono. Più grave quando questa liberatoria genera atti razzisti, perché lì si fa male qualcuno. 

Una seconda considerazione riguarda come molti neri vedono questa situazione. Parlano di “ignoranza” e non di “razzismo”. Ed è interessante come proprio loro, le vittime della situaizone, si fermino a fare questa distinzione quasi filosofica.

Di fronte a questo, anche io mi sono chiesta cosa sia il razzismo. Secondo me è sempre questione di ignoranza, o meglio di volontà di ignoranza. Una volta ho letto che nelle stragi, i responsabili operano una sorta di spersonalizzazione delle vittime, pensando ad esse come “diversi”, “oggetti”, “animali” e comunque allontanando psicologicamente il concetto che quelle sono comunque persone.

Credo che il razzismo agisca facendo leva sugli stessi meccanismi psicologici. Uno prende le distanze e poi infierisce. 

Questo oltre alla necessità di un capro espiatorio, che si fa sempre sentire nei periodi di crisi.

blues dei biscotti al cioccolato

da Emiliano Gucci

Mario domani lo chiameranno assassino, ma lui non ci crederà.

Mario non si sente razzista, anzi, lui ai negri ha sempre invidiato il fisico, e la musica. Quando arrivò qua, 32 anni fa, c’era un suo amico che metteva dischi di blues, a cena, invece di accendere la TV in bianco e nero. Vinile nero di musicisti neri. E diventava magico, con quella musica, anche mangiare una pizza di gomma, che buona come a Napoli se la poteva scordare.

leggi l’intero intervento sul sito di Emiliano Gucci »

milano o del mio perpetuo incanto

da Adolis

To Us, Que.Viva.Siempre.Milano!

Adoro Milano, la mia città e caro luogo natio.  E’ qui che ho aperto gli occhi, per la prima volta. E ove ho trascorso la maggior parte della mia vita.

Giro per Milano in bicicletta, quando si gela per il freddo, e quando si “gronda” per il caldo. Vivo dunque, come in un  continuo “camerabike”; fatto di volti (senza carpirne le espressioni – ahimè sono tremendamente miope), vie e voci. 

Milano è bella perché ha una storia feroce, qui sono nate e morte rivoluzione; è meravigliosa perchè gelida e struggente.

Per me Milano è una passione – una questione d’affezione naturale.

Milano è la mia città, nessun “camerata verde”, potrà metter parola su questo.

Milano sarà la mia città: presto la lascerò! Perché per quanto adoro questo luogo, Odio questo paese. L’italia é un paese di razzisti isterici. Siamo ancora ai tempi di “faccetta neGra”. Qui non c’è nessuna possibilità di fare una vita “normale”, per gli stranieri. 

Per i “destrorsi” noi neri siamo sub-umani; per quelli di sinistra (i più ipocriti) siamo delle piccole ‘bestioline’ senza testa-e-senza senno. 

Dopo la laurea in Storia, me ne andrò di corsa. IO VOGLIO VIVERE E MORIRE DA ERITREA E NON DA EXTRACOMUNITARIA!!

P.S. Sono nata e cresciuta a Milano, ma vivo con un fottutissimo permesso di soggiorno (attualmente in rinnovo da 8 mesi) a scadenza semestrale!!!!

se non fosse per loro

da Marco Brandizi

Il massacro di Abba ci ricorda che in questo paese e a Milano ci sono ancora tante minoranze da cui sperare. Gli immigrati per esempio. Che pochi vedono come una notevole risorsa per l’Italia e l’Europa. I numeri dicono che un terzo degli immigrati Italiani è impiegato in attività come muratore, bracciante, manovale. Ci rubano il lavoro? Non mi sembra che ci sia la coda di giovani Italiani per prendere in mano la cazzuola o raccogliere pomodori. Occupazioni a cui per altro si destinano gli stranieri con grande dispendio di capitale umano, dato che quasi la metà degli stranieri laureati svolge un lavoro non qualificato.

leggi l’intero intervento sul blog di Marco Brandizi »

flash mob antirazzista

non è milano (…)

da Saamaya

Il razzismo, ovviamente non appartiene a Milano, soltanto: è connaturato nelle nostre paure recondite ed incontrollabili, se non decidiamo di IMPARARE. Nei tanti modi a disposizione: c’è chi può permettersi e ama farlo attraverso i viaggi; chi segue le culture della diversità e scopre frontiere affascinanti; chi si lascia trasportare dalla musica oltre oceano; chi ama il prossimo quanto se stesso e tende una mano al vicino. Bisogna volerlo.

Occorre uno strato culturale e sociale fertile al confronto e all’avvicinamento: anzichè i muri, il pregiudizio e la violenza. Non è Milano: siamo tutti noi.

leggi l’intero intervento sul blog di Saamaya »