Speciale Beatrice Antolini: minilive e intervista
Posted on 21/12/2008 15:00 pm by niccolò
Beatrice Antolini, giovane cantautrice di Macerata, ha da poco pubblicato il suo secondo album A Due. Ed è passata a trovarci per parlarne con Gianpiero Jam Kesten e per regalarci quattro canzoni dal vivo. Ascoltate tutto cliccando qui sotto!
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dicembre 22nd, 2008 at 16:30
Ho seguito sabato lo speciale/minilive alla radio, ma devo dire che non mi piace molto la sua musica (almeno quella presentata). Come al solito, in Italia è sufficiente che qualcuno faccia qualcosa di ‘diverso’ ed immediatamente viene presentato (dai media, in generale) come una eccezionale novità. Tutto ciò è indice della povertà generale della scena musicale italiana.
dicembre 22nd, 2008 at 16:56
grazie dell’ascolto e del tuo commento, innanzitutto.
poi devo dirti che sono piuttosto d’accordo con te.
ma non sulla antolini in generale. che può piacere più, o meno.
a me personalmente non fa impazzire.
sono d’accordo sul fatto che (ma forse non solo in campo musicale) oggi il panorama italiano sia davvero povero.
e che per emergere come una stella foriera di speranza sia sufficiente smarcarsi dalla più becera omologazione.
penso comunque che almeno da queste parti non sentirai mai i toni magniloquenti a cui fai riferimento!!
gennaio 23rd, 2010 at 18:08
sono d’accordo anch’io con voi…
ma ho avuto modo di vedere la antolini poche occasioni, non per i suoi live che francamente non mi interessado,ma in giro nell’ambiente.
la sua musica non mi piace. trovo che sia una persona di scarsissima onestà intellettuale. io sono fan dei jennifer gentle, a cui che che ne dica , la antolini a preso in prestito una valanga di idee e di stile. non capisco perchè nelle interviste (ne ho viste alcune sempre in relazione ai jennifer che seguo molto) parli e millanti la sua originalità, quando non è vero per niente. tutti i musicisti attuali hanno dei grossi debiti nei confronti di altri musicisti. questo prestito e questa ricerca è un senso di continuità che lega il tutto e non è sempre una brutta cosa. in certe interviste la antolini snobba le artiste donne, non le fa onore, perchè ci sarebbe un gran bisogno di solidarietà tra le donne, e se è convinta di essere l’unica si sbaglia di grosso o è molto male informata. per quanto riguarda il suo genere, lei stessa ribadisce di non aver preso nullain prestito dai jennifer gentle. ma è così evidente!eccola che ripecca di presunzione. infine, se vogliamo parlare di arte e basta, arte per me è creazione che esprima emozioni. in un dipinto o in una canzone io cercole emozioni. dovrebbe anche piantarla di sostenere che musicista può essere chi,come lei,ha studiato ……..che vada a dirlo a john lennon! cheppalle!
gennaio 26th, 2010 at 21:24
La prima cosa che mi è venuta in mente ascoltando Beatrice sono state le musichette a filastrocca del film Nightmare before christmas, ho preso tutti i suoi dischi anche il vinile, tre concerti belli, ma poi mai più ascoltata.
Lei dice le parole le abbiamo inventate noi, si ma per comunicare non per la melodia, allora mi viene in mente che andai a vedere Daniel Johnston, osannato dalla radio della città,e dopo venti minuti andai via perchè non riuscivo ad apprezzarlo, l’anno scorso ho ascoltato un suo pezzo rifatto da Leona Naess, Love find you in the end, be se Daniel non riesce più ad interpretare i suoi pezzi per i motivi che sappiamo, sicuramente le parole danno un senso a tutta la sua musica e mi fanno rimpiangere di non essere rimasto fino alla fine quella sera. Beatrice è una bella ragazza, ma questo non basta per seguirla.