L’album della settimana 21.09.09: Pearl Jam – Backspacer

backspacer-artwork-300x300Spin the black circle. Che la passione per il vinile scorresse potente in Eddie Vedder lo si sapeva. Ma il nuovo disco della band che guida da quasi vent’anni è un vinile. Solo uscito fuori tempo. E’ un disco di rock, come si facevano una volta. Poche canzoni, ma nessun pezzo mollato lì per riempire a dovere il supporto ciddì. Un disco da mettere su e sentire dall’inizio alla fine, senza nemmeno il problema di dover girare il cerchio nero a un certo punto. Tipo dopo quella Amongst the waves che, nelle mie fantasie, chiude degnissimamente il lato A.  Il lato estroverso. E fa strada alla facciata B, quella introversa. Il ritorno di Brendan O’Brien alla produzione (l’ultimo disco fatto insieme era Yield), contribuisce all’immediatezza dell’album. Forse un ribelle non lo è mai stato, O’Brien. Esser diventato un produttore affermato lo ha forse normalizzato ancor di più. Ma il suo modo di trattare le voci (si senta anche il lavoro fatto con Springsteen) è encomiabile, e si merita di avere a che fare con quella, ancora una volta splendidasplendente, di Eddie Vedder. E poi i Pearl Jam ci regalano ancora un’altra bella copertina, questa volta disegnata da Tom Tomorrow. Per il resto, basta. Che dei dischi, soprattutto di quelli di rocknroll, è meglio non parlare troppo. Se volete sentire un po’ del disco, potete andare sul sito ufficiale del gruppo di Seattle (e notare che anche lì il disco è un vinile!).

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